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Terza fiera dell’offerta cooperativa di energia e servizi per l’ambiente
Rimini, 3-6 novembre 2010




 

LEGACOOP - "Efficienza energetica e risparmio vanno promosse soprattutto in ambito civile"
Roma, 01 luglio 2010 - Il Responsabile dell'Ufficio Nuove Tecnologie e Energia, Vanni Rinaldi, ha tra l'altro ribadito, nel corso dell'audizione della Commissione Ambiente del Senato sulle Fonti di energia rinnovabili, la preoccupazione di Legacoop per il ritardo nella definizione delle nuove linee guida per le rinnovabili e del nuovo conto energia. Ha inoltre sottolineato la necessità di sopprimere l'Articolo 45 del Dl Manovra, che eliminando il meccanismo di ritiro dei certificati Verdi da parte del Gestore Servizi Elettrici mette a rischio l'intero comparto e, in particolare, le cooperative del settore agroalimentare. Ha inoltre colto l'occasione per ribadire l'importanza di promuovere l'efficienza energetica e il risparmio, in particolar modo nel settore delle abitazioni civili, anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi definiti dal Piano di Azione Nazionale energetico. Infine ha chiesto una maggior attenzione per favorire forme aggregate di utenza nel settore energetico, con particolare riferimento anche all'ipotesi di scambio sul posto virtuale identificato dal comma 21 dell'art. 27 della legge 99. In risposta alla sollecitazione del Senatore Ferrante, che ha apprezzato il documento di Legacoop, è stata evidenziata anche l'importanza di mantenere uno strumento importante come la detrazione fiscale del 55%, che ha permesso fino ad oggi a oltre 600 mila famiglie di rendere più efficienti le proprie abitazioni dal punto di vista energetico. Il presidente Senatore D'Ali nel ringraziare Legacoop per gli elementi forniti ha sottolineato l'interesse della Commissione di continuare nel rapporto instaurato anche in relazione alle prossime audizioni relative al recepimento delle direttive comunitaria sulle energie rinnovabili.
Nella sezione "Documenti" è possibile scaricare il resoconto sommario dell'audizione.



COOPERAMBIENTE INCONTRA: IL PERCORSO VERSO LA CARBON NEUTRALITY
Nell'ambito del programma Cooperambiente 2010, si è tenuto; a Roma mercoledì: 16 Giugno presso la sede nazionale di Legacoop, l'incontro dal titolo "Il percorso verso la carbon neutrality - Strumenti per il funzionamento del new deal verde".
Nella sezione "Documenti" è possibile scaricare il programma della giornata e le relazioni e presentazioni svolte durante l'incontro.



OLI VEGETALI PURI: SISTEMI DI TRACCIABILITA' PER LA PRODUZIONE DI ENERGIE ELETTRICA SOGGETTA AL RICONOSCIMENTO DELLA TARIFFA OMNICOMPRENSIVA AI SENSI DELLA LEGGE 99/2009 - DISPOSIZIONI ATTUATIVE
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LE ASSOCIAZIONI IN DIFESA DEL MECCANISMO DEI CERTIFICATI VERDI
Le Associazioni ANEV, ANAB, APER, ASSOSOLARE, FEDERPERN, FIPER, GIFI, GREENPEACE ITALIA, ISES ITALIA, LEGAMBIENTE, KYOTO CLUB, rappresentanti del settore delle energie rinnovabili, esprimono il disappunto e la preoccupazione per le misure contenute nell'articolo 45 (Terzo Titolo, Sviluppo e Infrastrutture) della manovra economica del Governo, che rischierebbero in maniera seria di mettere in pericolo decine di migliaia di posti di lavoro nel settore delle rinnovabili.
La misura prevista abolisce anche retroattivamente l'unico meccanismo di garanzia del sistema di sostegno alla crescita delle Fonti Rinnovabili, che serve invece proprio a tutelare il mercato e a evitare speculazioni derivanti dall'oscillazione artificiosa dei prezzi dei Certificati Verdi (CV).
Estremamente grave è poi il fatto che tale sistema di stabilizzazione del mercato fu introdotto a tutela degli investitori nazionali solo in caso di un eventuale inadempimento del nostro Paese rispetto al raggiungimento degli obblighi liberamente assunti dall'Italia in sede Comunitaria.
Il provvedimento proposto, da una prima analisi svolta, rischia seriamente di compromettere le iniziative in essere, che ricordiamo nel solo settore eolico al 2009 vedono occupati circa 25.000 lavoratori (con un incremento di circa 5.000 unità nel solo anno 2009), tra settore e indotto.
Inoltre la formulazione del medesimo articolo 45 comprometterebbe tutti gli investimenti in corso di finanziamento nel settore delle rinnovabili, che negli ultimi due anni è stato uno dei pochi comparti anticiclici a consentire la crescita occupazionale nel nostro Paese.
Tecnicamente l'abolizione dell'obbligo del riacquisto dei Certificati Verdi in eccesso in dote agli operatori delle rinnovabili da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) potrebbe portare, in assenza di un adeguamento coerente della quota d'obbligo, a una sostanziale destabilizzazione del sistema e di conseguenza, da un punto di vista occupazionale, agli effetti disastrosi sopra richiamati.
Infatti, alla certa fase di stallo nell'investimento in nuovi impianti, con il conseguente blocco di nuove assunzioni, si aggiungerebbe una perdita di occupazione del settore e dell'indotto derivante dal sicuro default finanziario per le iniziative in essere che vedrebbero tagliati i ritorni economici necessari a ripagare gli investimenti.
Tale provvedimento, che certamente presenta profili di illegittimità rispetto alla modifica retroattiva del sistema, andrebbe a generare sui progetti già in essere una grave situazione di insolvenza i cui effetti sarebbero, oltre ai danni economici indicati in centinaia di milioni di euro e di perdita di livello occupazionale, anche i mancati benefici ambientali che a loro volta genererebbero al 2020 costi inaccettabili e insostenibili per il sistema Paese.
Si segnala, infine, che l'effetto certo sui progetti in esercizio, genererà a valle del default finanziario, oltre alle citate perdite di livello occupazionale, anche perdita di capacità produttiva, e di produzione elettrica da Fonte Rinnovabile automaticamente derivante dal blocco delle iniziative, nonché il corrispondente ritorno per gli Enti locali interessati dai progetti che beneficiano di introiti legati alle iniziative presenti sul territorio.
A fronte di questo quadro di gravi ripercussioni, il beneficio per le bollette che tale intervento garantirebbe, secondo i calcoli dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, è di 530 milioni di euro per il 2010, già peraltro in sensibile riduzione rispetto al 2009 (640 milioni di euro) e in prospettiva sempre meno rilevante.
Infine, gli effetti del provvedimento, che inciderebbero in maniera ingente su tale sistema e sui suoi equilibri occupazionali consolidati in oltre quindici anni di sviluppo, comporterebbero una sostanziale incomprensibilità della sua applicazione, anche in virtù del rapporto tra quanto immediatamente risparmiato nelle bollette rispetto al gettito economico perso per i molti anni a venire.
Per quanto sopra detto e anche alla luce del prossimo necessario intervento normativo di riordino del sistema degli incentivi (previsto entro il dicembre 2010 dalla Direttiva Comunitaria), nonché alla luce del prossimo invio del Piano di Azione che l'Italia trasmetterà entro giugno a Bruxelles nell'ambito degli obblighi comunitari della 20/20/20, si ritiene indispensabile per il nostro Paese evitare ulteriori azioni destabilizzanti sul settore delle Fonti Rinnovabili, rivedendo tale intervento in ambito coerente con le altre iniziative e rimandando ogni azione a un organico riordino dei meccanismi vigenti entro la fine dell'anno come in effetti già previsto.

Comunicato congiunto di ANEV, ANAB, APER, ASSOSOLARE, FEDERPERN, FIPER, GIFI, GREENPEACE ITALIA, ISES ITALIA, LEGAMBIENTE, KYOTO CLUB



IL NUOVO CONTO ENERGIA ALLA CONFERENZA UNIFICATA
Il nuovo decreto per il conto energia fotovoltaico dovrebbe essere discusso il 10 giugno dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni. Nell'ultimissima bozza non ci sono molte novità rispetto a quella presentata il 17 febbraio scorso, tranne che per l'eliminazione delle tariffe incentivanti specifiche per gli impianti sopra i 5 MW di potenza.
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UNA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER RINNOVABILI ED EFFICIENZA
È stata depositata il 7 giugno in Cassazione una legge di iniziativa popolare contro il nucleare e per lo sviluppo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica. La legge è promossa dal Comitato "Sì alle energie rinnovabili, no al nucleare", da alcuni partiti della sinistra e da associazioni ambientaliste.
A sostegno del disegno di legge verranno raccolte le firme dei cittadini per la presentazione in Parlamento e per costruire una campagna di mobilitazione positiva a favore di una diversa politica energetica, in attuazione degli obiettivi europei del 20-20-20 entro il 2020 e per dire "no" al nucleare.
Risparmio energetico e sostegno alle fonti rinnovabili di energia sono i due capisaldi della proposta di legge, il cui articolato interviene su tutti i settori dei consumi di energia: residenziale, produttivo e terziario, trasporti, e quindi non solo nell'energia elettrica che rappresenta il 20% dei consumi totali.
Il Piano Energetico Ambientale Nazionale è lo strumento principale per definire obiettivi di politica energetica e strumenti con la partecipazione delle Regioni. Nella proposta di legge vengono definite quali sono le fonti rinnovabili, e che quindi sono considerate di utilità pubblica, che vanno sostenute finanziariamente, realizzate con procedure semplificate e, nel caso dell'elettricità , debbono avere priorità nell'allacciamento alla rete.
La rete elettrica deve essere pubblica. Terna va trasformata in Agenzia (sul modello di quelle fiscali), coinvolgendo le Regioni.
Per definire l'ammontare degli incentivi e sciogliere i passaggi più impegnativi l'Autorità per l'energia coinvolgerà tre Istituti di ricerca di cui uno europeo.
Nel ddl ci sono proposte nuove come la costruzione di una rete di agenzie o di sportelli locali e un albo di professionisti che operano a tariffa calmierata per aiutare i cittadini nelle scelte, nelle procedure, in tutti i passaggi necessari per realizzare le scelte in materia di rinnovabili.
Per recuperare le risorse necessarie vengono aboliti i contributi ai termovalorizzatori (CIP 6) che oggi costano il doppio delle rinnovabili, vengono abolite tutte le norme che puntano a reintrodurre il nucleare, viene istituita la Tobin tax sulle transazioni finanziarie, anche per scoraggiare le speculazioni, viene istituito un Fondo di 3 miliardi di euro presso la Cassa Depositi e Prestiti per gli interventi (risparmio e rinnovabili) sugli edifici pubblici, a partire dalle scuole e dagli ospedali.
Viene istituita una cabina di regia con Governo, Regioni, Enti locali per la gestione della legge, che si avvarrà del contributo delle associazioni ambientaliste, dei consumatori, ecc.
Nei prossimi giorni la proposta di legge verrà presentata più dettagliatamente, insieme al piano di lavoro, in un seminario pubblico, aperto alla stampa, con la collaborazione di Articolo 21.
Comitato SI alle energie rinnovabili NO al nucleare

Hanno firmato la presentazione del ddl:
Alfiero Grandi, Mario Agostinelli, Francesco Maria Alemanni, Angelo Bonelli, Ferdinando Bonessio, Mauro Bulgarelli, Vittorio Bardi, Vittorio Cogliati Dezza, Paolo Cento, Giulietto Chiesa, Paolo Beni, Valerio Calzolaio, Maria Campese, Massimo de Santis, Paolo Ferrero, Stefano Leoni, Gianni Mattioli, Ugo Mazza, Roberto Musacchio, Angelo Navarra, Giuseppe Onufrio, Ciro Pesacane, Anna Piccolini, Massimo Scalia, Giuseppe Sunseri, Sergio Ulgiati, Erasmo Venosi, Vincenzo Vita, Umberto Zona.



RELAZIONE ANNUALE DELLA BANCA D'ITALIA: IL SISTEMA ENERGETICO ITALIANO
Pubblichiamo la parte della relazione annuale della Banca d'Italia riguardante il sistema energetico italiano.
Il testo completo può essere scaricato a questo indirizzo






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